Storie di umanità e successo nel nome di Gentile

Forze dell’ordine mobilitate come non mai in città per scortare l’arrivo del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, che ha ricevuto il Premio Gentile all’Oratorio della Carità. Prima di raccontare la sua esperienza professionale e di vita ad una numerosa platea, Grasso è stato accolto dal sindaco Roberto Sorci con il quale ha passeggiato per il centro storico al fianco dell’immancabile scorta protettiva.
“Una gran bella città”, l’ha definita il procuratore al sindaco, che ha poi ricambiato in apertura di cerimonia prendendo il microfono e tessendo le lodi di “un uomo speciale e valoroso di cui tutta l’Italia deve andare fiera”.


“I problemi di Fabriano li conosco bene”, ha spiegato Grasso ad inizio intervento. “Capisco che la crisi occupazionale possa rappresentare un forte disagio, anche perché io ho quotidianamente a che fare con quanto accade nel Sud, dove l’insicurezza per il lavoro che non c’è alimenta il fenomeno della mafia. Ma vi assicuro che laggiù la situazione è molto diversa da Fabriano sul fronte sicurezza”.
“In questi casi il rischio è la fuga. O la violazione della legalità attraverso il trasferimento nell'attività criminale”, riferisce il magistrato, che è stato tra l’altro giudice del maxiprocesso a Cosa Nostra negli anni Ottanta e tra gli artefici della cattura di Bernardo Provenzano nel 2006. “Per fortuna qui nelle Marche la legalità è sentita come un forte valore della comunità. Altrove, questo sentimento deve ancora essere creato”.
Nelle altre tre sezioni, il premio è andato al chirurgo Paolo Muiesan (“Scienza, ricerca e innovazione”), all'imprenditrice Orietta Maria Varnelli (“Economia, impresa e società”) e al filosofo Remo Bodei (sezione “Carlo Bo per l'arte e la cultura”).


Gli interventi di Muiesan e della Varnelli hanno avuto come filo conduttore il rapporto e l'ispirazione originata dai genitori. “La malattia al fegato di mio padre - ha detto il medico - credo che mi abbia guidato verso lo studio sui trapianti e verso la mia esperienza inglese a Birmingham”.
“Il ricordo di mio padre Girolamo - sono invece state le parole della Varnelli, produttrice del rinomato anice a Muccia e Pievebovigliana - ha orientato la mia scelta di vita nel proseguire questa tradizione familiare ultracentenaria sviluppatasi su tre valori fondamentali: legame con il territorio maceratese, qualità dei prodotti e formazione dei giovani”.
Un punto di vista più internazionale, invece, quello del filosofo Bodei, che insegna alla Ucla di Los Angeles: “Ho vissuto in tutto il mondo, non mi sento legato ad una cultura locale, e di questo non me ne rammarico affatto. D'altra parte, essendo un sardo, sono già nomade nel momento in cui compio il mio spostamento dall'isola al continente”.
A presiedere la giuria, anche quest’anno, Giovanni Bugliolo (Rettore dell'Università di Urbino), mentre uno dei maggiori propulsori dell'evento resta il professor Galliano Crinella, direttore del premio che è ormai divenuto un appuntamento tradizionale e irrinunciabile per la città, tanto da aver insignito nel corso della sua lunga storia molti dei più grandi personaggi della nazione.